L’AUTOGRILL: CURIOSITA’ E STORIE DI VIAGGIO.

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Per milioni di automobilisti è da sempre il ristoro sulla via delle vacanze, il luogo dove la toilette è gratuita e pulita, dove mangiare qualcosa al volo o bere un caffè a tutte le ore. Si è arrivati a denominare comunemente “autogrill” non solo il ristorante che sovrasta l’autostrada come nella foto di copertina ma genericamente qualsiasi area di servizio indipendentemente dal gestore o dall’insegna.

L’autogrill è uno di quei luoghi che è cresciuto e si è evoluto con la costruzione delle autostrade e con la rinascita del Paese nel dopoguerra: dai primi panini con il salame per le famiglie con l’ombrellone e le valigie sul tetto alle più moderne tavole calde con i tortellini e le lasagne fino a giungere ai giorni nostri dove Wi-Fi gratuito, giochi per bambini e servizi per gli amici a quattro zampe sono diventati un must anche per l’area di servizio più remota. Alcune leggende sugli autogrill sopravvivono ancora oggi e si tramandano di gestore in gestore, da un’estate all’altra tra le nebbie padane e i luminosi panorami del Sud Italia: chi non ricorda l’acquisto del biglietto della Lotteria Italia “all’area di servizio perché, con tutta la gente che transita, c’è più smercio e le probabilità di vincita sono senz’altro maggiori”? Oppure i cappuccini preparati in anticipo non appena i baristi scorgevano dalle finestre tre-quattro autobus di gitanti intenti a parcheggiarsi  all’esterno per dare l’assalto poi alle colazioni? Nessuno per questo, sia chiaro, ha mai bevuto caffè freddi o spremute allungate ma forse a qualcuno è venuto il sospetto di come facessero all’area di servizio a superare l’assalto dei turisti in torpedone quando contemporaneamente si accalcano al bancone tutti i partecipanti della Gita a Venezia del circolo anziani di Frosinone o delle seconde classi dell’Istituto per geometri pronti per la Fiera dell’edilizia a Bologna. E ancora storie di persone dimenticate al gabinetto per un errore di conta sull’autobus prima di ripartire dopo la sosta caffè (famosa la barzelletta degli accompagnatori turistici “Chi non c’è alzi la mano”); mariti o mogli abbandonati al reparto vini dopo un litigio e perfino incontri notturni con improbabili personaggi famosi di ritorno a casa dopo una serata a teatro (“Te lo giuro che era lui, ho letto sul giornale che faceva un concerto proprio a Milano ieri sera e l’ho visto che beveva un caffè all’autogrill!”).

All’ultima moda: l’area di servizio Villoresi sull’autostrada A8 per l’aeroporto di Malpensa.

Chi lavora o ha lavorato nelle aree di servizio delle autostrade potrebbe scrivere un libro sui vacanzieri felici  all’andata, disposti a sopportare anche qualche ora di fila, più abbronzati ma nervosi al ritorno; su uomini d’affari, rappresentanti o autotrasportatori che per lavoro sono costretti a mescolarsi ai turisti, fino a giungere a quel “popolo della notte” che torna(va) dalle discoteche o che tirava tardi alle feste e non contento alle quattro del mattino faceva colazione “sull’autostrada” prima di tutti con caffè e cornetto. Non dobbiamo dimenticare che questo luogo di transito, isola di ristoro su un nastro d’asfalto che collega l’Italia è fatto anche di persone che vi lavorano, che pazientemente 365 giorni l’anno con un sorriso e con dedizione servono un semplice caffè ristretto o un panino “Camogli”, quelli che riscaldano lo sfilatino con la rucola e poi spazzano le briciole dal pavimento. Quei commessi che sistemano tubi giganti di noccioline accanto a maxi stecche di cioccolato svizzero (anche se siamo nelle Marche, direzione Salento), che appendono golosissime salamelle come fossimo in cantina mescolate a bambole così brillanti e colorate da sembrare vere e modellini d’auto tra i più cromati  e all’avanguardia (qualcuno dice di aver già visto la Tesla giocattolo). Chissà come mai certi articoli e certi formati si trovano solo all’autogrill!?

Cappuccino in area di servizio: qualcuno sostiene che, per velocizzare il servizio ai gruppi di turisti venga preparato con largo anticipo. E se poi avanzano?

Fuori, nel parcheggio il consiglio è sempre quello di avere le antenne alzate per evitare i furti e le truffe ma anche per la propria incolumità (perché siamo pur sempre in sosta a lato di un’autostrada) anche se oggi tra telecamere di sorveglianza, smartphone  e tecnologia varia, perfino luoghi affollati come le aree di servizio sono diventati un po’ più sicuri. Verso la Romagna qualcuno racconta di aver visto un banchetto improvvisato per gli assidui del gioco della campanella (o delle tre carte) mentre verso il confine con la Slovenia si trova ancora qualcuno che, il tempo di un caffè, lucida il parabrezza delle autovetture in sosta lasciando i tergicristallo alzati per far notare al proprietario della vettura il lavoro fatto e chiedere un’offerta.

In conclusione vogliamo lasciarvi con un ricordo che può tornare buono per le serata della pizza in casa: negli anni ’80 per promuovere le eccellenze locali dei territori attraversati dall’autostrada in gran parte delle aree di servizio in Italia era stata inventata una linea di piatti in ceramica “del buon ricordo” in omaggio da portare con sè a casa per chi ordinava la salamella mantovana o il cinghiale toscano in umido: le misure extralarge, le tinte pastello e il tratto futurista ne fanno ancora oggi un oggetto simpatico da collezionare e da utilizzare per servire la pizza in casa.

Leone Lamberti

I piatti “del buon ricordo” firmati Autogrill.

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