DECALOGO PER L’ ESTATE 2021

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C’è voglia di ripartenza dopo questi mesi difficili e alla luce dei dati incoraggianti sul contenimento del contagio e sulle progressive riaperture anche noi dell’agenzia viaggi Peterlini siamo ancora qui ad aspettarvi per offrirvi il meglio della nostra esperienza, per consigliarvi nel migliore dei modi e farvi viaggiare in sicurezza. Abbiamo preparato una lista di consigli per l’estate e ve la proponiamo in versione leggera e semiseria, a tratti un po’ scherzosa, per accompagnarvi nei mesi più caldi dell’anno e per tenervi compagnia sotto l’ombrellone, in riva al lago o in montagna.

1. Rispetto.

E’ proprio dalla montagna che vogliamo partire con quel vecchio slogan “Chi ama la montagna le lascia i suoi fiori” promosso negli anni ’70 da alcune sezioni del Club alpino italiano in collaborazione con un Istituto di credito dell’area veneta: sui sentieri e nei parcheggi in quota erano stati posizionati questi cartelli per sensibilizzare gli escursionisti a lasciare i fiori nel loro ambiente e a rispettare l’ecosistema montano. Il messaggio, quanto mai attuale, potrebbe essere esteso anche alle zone marine sostituendo i fiori con la sabbia e le conchiglie; un consiglio e un monito per quanti non resistono al fascino di mettere nello zaino un fiore protetto, di riempire una bottiglia con la sabbia delle vacanze, di ritornare a casa con un arsenale di conchiglie o di pietre ben levigate. In Sardegna c’è addirittura una apposita Legge Regionale che punisce i ladri di sabbia per cercare di contrastare un fenomeno che ha impoverito negli anni gli arenili come la spiaggia rosa di Budelli, oggi completamente interdetta ai bagnanti. Questa campagna di contrasto è riuscita ad arginare il fenomeno a tal punto da indurre molti turisti a restituire quanto indebitamente – e magari in buona fede – prelevato negli anni dalle spiagge del Mediterraneo per consentire ai volontari delle associazioni (qui il sito di quella fra le più attive) di riportare la sabbia nei luoghi di origine. In montagna invece tornano a crescere i gigli rossi nei prati, i mughetti, il pepe montano e in quota anche le Stelle Alpine.

Uno dei vecchi cartelli per il rispetto della flora di montagna

2. Souvenir.

Se proprio ci tenete a portare a casa un ricordo vi consigliamo qualcosa di enogastronomico oppure che richiami la peculiarità del territorio; bando alle stoffe tutte uguali da Sorrento alla Piazza Rossa, no alla plastica delle gondole illuminate o dei portachiavi della Tour Eiffel. È pur vero che è sempre difficile stabilire l’autenticità di un prodotto, specie se questo viene proposto “comodo” su un lungomare o in una bottega elegante in centro paese ma lo sforzo è minimo: cercare un piccolo produttore locale chiedendo un consiglio anche agli abitanti del luogo, il caseificio un po’ nascosto dove ancora si sente il profumo del latte o la bottega defilata dove le marmellate hanno ancora il colore della frutta. Ma anche olio, vino o una piccola pasticceria dove si produce ancora il dolce della festa, dove ancora vi accolgono con il “Buongiorno!” con la cantilena del luogo. Dovrete fare i conti con il trasporto: se siete in aereo ricordatevi di non esagerare con il peso delle bottiglie,  se tornate dalla Puglia in macchina non caricatevi di mozzarelle senza una idonea borsa frigo, così come può essere che le meringhe della Sardegna non arrivino proprio intatte come le avete acquistate.

Stagionatura del formaggio: preferire prodotti del territorio

3. Il golfino per la sera.

Il meteo ci aveva illuso in marzo, poi in aprile, infine sembra che piano piano si sia persuaso a metter giudizio e a regalarci un estate come tutti se l’aspettano; abbiamo imparato però a diffidare delle stagioni ed è meglio essere prudenti perché “l’uomo previdente non si fa mancare niente”. Se andate in montagna, ma anche in Crociera per una passeggiata serale sul ponte o per ripararsi dalla aggressività dell’aria condizionata,  al mare nel caso di una burrasca di mezza estate, non vi scordate del golfino. La maglia per la sera sarà alleata preziosa sia che andiate in montagna, sia che navighiate nell’Egeo o che decidiate per qualche isola del Mediterraneo. Per quel che pesa, non sarà certo l’ingombro in valigia a farvelo dimenticare a casa, attenti però a non dimenticarlo in giro: un albergatore della Romagna ci ha raccontato che con quello che gli ospiti dimenticano nelle stanze, ogni fine stagione potrebbe organizzare un mercatino delle pulci quasi come a Porta Portese.

4. L’alloggio.

Scegliete bene e secondo le vostre esigenze: se avete figli piccoli la comodità dell’appartamento vi svincola dagli orari del pranzo e della cena che in hotel potrebbero diventare difficili da rispettare sia per i più piccoli, sia per i genitori specialmente nel caso di notti insonni e pargoli più agitati del previsto. Non è mai troppo tardi per far abituare la prole a stare seduti in ristorante e in giro oramai si trovano alberghi attrezzatissimi con miniclub a pranzo e a cena per far stare tranquilli i genitori mentre i piccoli pranzano con Harry Potter o con le principesse. Un buon compromesso potrebbe essere la formula aparthotel: la libertà di un appartamento con i servizi organizzati di un albergo, compreso il riassetto delle camere. A proposito di pulizia delle camere, vi invitiamo a prestare attenzione al personale ai piani: indispensabile, gentile e discreto, molto spesso non ci accorgiamo del prezioso lavoro di quanti garantiscono quotidianamente il cambio asciugamani, la pulizia  e il riordino della stanza. Sempre presenti fin di buon mattino con i loro carrelli nei corridoi, la loro presenza è rassicurante e positiva.

La pulizia di un bagno nella camera di un hotel

5. La spiaggia.

Molti siti pubblicano il bon ton da spiaggia, noi ci limitiamo a ricordarvi di attenervi alle regole basilari del buonsenso per una serena convivenza e una vacanza all’insegna del relax. Usate poco il telefonino e se potete togliete o abbassate la suoneria: i messaggi che arrivano non scappano e se perdete qualche telefonata potete sempre richiamare; è più bello chiacchierare di persona con chi avete accanto piuttosto che chattare con il collega rimasto sulla scrivania al lavoro a chilometri di distanza. Cercate di regolare il tono della voce per non disturbare i vicini di ombrellone; se avete bambini coinvolgeteli nei classici giochi con la sabbia senza creare buche pericolose “per cercare l’acqua” o piste per le biglie che da Milano Marittima arrivano a Gallipoli: va pur sempre garantito l’accesso al mare anche per le sdraio poste nelle file più arretrate! Ogni Comune rivierasco ha regolamentato e in molti casi vietato le vendite in spiaggia da parte degli ambulanti: attenti a non incappare in spiacevoli truffe che potrebbero rovinarci la vacanza. Un consiglio, provate a “vivere” la spiaggia verso il tardo pomeriggio quando le ombre si allungano, la luce si attenua e la maggior parte delle persone rientra nel proprio alloggio: l’ora della sera che precede la cena offre sempre ottime soddisfazioni a tutte le latitudini.

6. L’animazione.

Se scegliete la vacanza nei villaggi turistici non potete esimervi dal “gioco aperitivo” o dalla partita a freccette con i ragazzi dell’animazione; può succedere di non essere dell’umore giusto o di voler semplicemente restare per conto proprio: evitate scuse doloranti o fughe rocambolesche nella pineta,  spesso basta un fermo “No grazie!” e gli animatori capiscono e passeranno all’ombrellone successivo. Per quanto riguarda gli spettacoli del dopocena anzitutto ricordatevi del punto 3) e provate poi a partecipare: nel team ci sono molti ragazzi in gamba e tra qualche anno potreste ricordarvi “di quel bravo presentatore del villaggio” o di quella “simpatica attrice sorridente” e ritrovarveli in qualche trasmissione TV o in qualche talent show. Encomiabili sono i miniclub per i bambini perché oltre a sollevare i genitori per qualche ora al giorno accompagnano i pargoli anche durante i pasti con speciali menù loro dedicati e sanno coinvolgere anche il bambino più difficile e riottoso. La “sigla” ufficiale del villaggio alla baby dance vi tormenterà per i mesi a venire così come la mascotte del villaggio verrà riproposta sotto varie forme (peluche, carta stampata, pupazzo in resina) a perenne memoria della vacanza.

La mascotte di un villaggio a Formentera

7. Food & Beverage.

Ovvero prodotti alimentari e bevande. In vacanza si tende sempre ad esagerare specialmente se si alloggia in alberghi e villaggi turistici che propongono il trattamento “Tutto incluso”: dalla colazione con le brioches più golose, al pranzo con il grill a bordo piscina per finire con la cena che può includere serate a tema dedicate al territorio o ad avvenimenti particolari (per attualizzare, campionati di calcio con maxi schermo, pizza e birra); non parliamo delle Crociere che fino a qualche tempo fa aggiungevano pure il buffet di mezzanotte con cascate di frutta e cioccolato. Il consiglio è sempre la classica via di mezzo del lasciarsi andare perché siete pur sempre in vacanza ma senza esagerare: finire in infermeria per una indigestione non è piacevole e potreste rovinare la vacanza a voi e a chi vi accompagna. Apprezzate le eccellenze culinarie locali selezionando i piatti che più meritano ben sapendo che gli spaghetti al ragù o la cotoletta alla milanese li potrete sempre mangiare anche a casa; una Zuppa gallurese o il Piatto della malga così come i vini tipici del posto rappresentano invece una di quelle occasioni per entrare in contatto con i sapori locali. Osservate inoltre i cuochi: con il loro cappello bianco e alto sono rassicuranti quando controllano la cottura di un arrosto, quando impiattano i canederli o quando guarniscono una torta; anche loro fanno parte di quella filiera che garantisce che tutto in vacanza vada per il meglio.

8. Il trasporto.

Taxisti, conducenti, macchinisti ferroviari e piloti d’aereo ma potremmo benissimo inserire il personale di servizio che porta la valigia in camera, i casellanti delle autostrade, i camerieri degli autogrill e tutto quanto ruota attorno al viaggio e al trasporto da e per i luoghi di vacanza. La pazienza è la loro virtù fondamentale specialmente nei giorni di maggior afflusso turistico: per il traffico che costringe gli autisti a code estenuanti su strade e autostrade, i casellanti sempre più sostituiti da casse automatiche computerizzate, i piloti degli aerei che decollano e poi atterrano tra gli applausi dei passeggeri (oramai solo nei voli charter ma molto in voga un po’ dappertutto fino a qualche anno fa). La pazienza di saper risolvere qualsiasi problema a partire da una cappelliera che si chiude male, al mal d’auto dei più piccoli durante un’escursione in autobus sulle Dolomiti fino ad un banale condizionatore rotto su un taxi in piena estate nella Sicilia più rovente ed assolata. Un imprevisto può sempre accadere e se è vero che i vacanzieri sopportano meglio un intoppo durante il viaggio di andata perché le ferie sono ancora tutte da vivere, i maggiori esperti di empatia consigliano di concentrarsi sulle cose belle: su un inaspettato cambio stanza (da vista parcheggio a vista mare senza supplemento), su un incontro fortuito che ha dato la svolta alle vostre ferie, sull’attenzione del taxista che vi segnala quel Castello nascosto e vi racconta un aneddoto.

Arrivi e partenze in aeroporto

9. La lettura

Se non lo fate abitualmente, durante le vacanza acquistate un quotidiano e prendetevi il tempo per leggerlo tutto perché con la mente leggera alcuni articoli potrebbero apparire più interessanti. Se volete esagerare provate ad immergervi nella lettura di un quotidiano locale (ovviamente se vi trovate in Italia o se conoscete la lingua del posto): spesso emergono dettagli curiosi e interessanti come un particolare evento o una festa patronale riservata agli abitanti del luogo e fuori dai circuiti turistici cui potreste trovarvi a partecipare. Portatevi un buon libro che potrebbe farvi compagnia durante i pomeriggi più caldi o durante un temporale in montagna e con la matita annotate le frasi più belle o le descrizioni che vi colpiscono: in tempo di ferie le impressioni positive rimangono meglio impresse nella memoria per riemergere nei momenti più tristi. Gli appassionati non dimentichino le riviste di enigmistica: in edicola si trova  di tutto, per principianti e per i più esperti. Dal rebus alle parole crociate al classico Sudoku sarà sufficiente munirsi di matita e gomma (o per i più bravi di una bella penna non cancellabile) per cimentarsi negli enigmi più divertenti e curiosi, tenere allenata la mente e coinvolgere i vicini di ombrellone in una gara appassionata e divertente.

10. La porta socchiusa

Speriamo di non avervi annoiato con consigli banali o già visti sui social e in televisione e vogliamo chiudere con uno slancio di positività. Al mare, in montagna, al lago ma anche per chi rimarrà a casa ecco l’ultimo consiglio: cercate la porta socchiusa. Non quella del vostro vicino di stanza o di appartamento, non quella del condominio accanto lasciata aperta per cambiare l’aria al giroscale. La porta socchiusa in vacanza rappresenta l’imprevisto, la bella scoperta fatta per caso, l’incontro fortuito in ascensore, l’occasione per vedere con altri occhi quanto a prima vista sembrava brutto o noioso. La scoperta di una piccola spiaggia ignorata da tutti ma di cui avete sentito parlare per caso una mattina all’ edicola del paese, un sentiero tra i boschi non molto frequentato dove ricaricare le pile dell’anima, un ponte defilato che non avevate mai notato dove sostare per ascoltare il rumore del ruscello. Una panchina all’ombra di un albero dove rimanere da soli, un divanetto nell’angolo della Reception per studiare il viavai dei clienti, un gatto che sfugge nel vicolo dall’afa di agosto; una stella cadente, il rumore lontano di una barca che esce dal porto, una signora che stira sul terrazzino di casa.

Leone Lamberti

La porta socchiusa come metafora delle piccole scoperte.

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